2008.01.29

WordMess

Fotomontaggio ironico del logo di WordPress all’interno del raggio distruttore della Morte Nera di Guerre Stellari

Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con WordPress, il popolare programma in PHP per pubblicare blog. E sì che l’ho visto nascere, dai primi passi di b2/cafelog (di cui discutevo spesso con Michel Valdrighi, il suo autore) fino alla rinascita come WordPress, prima in varie installazioni sperimentali sui blog di qualche amico, e poi a macchia d’olio su una marea di siti Web da lì in avanti.

Le mie perplessità su WordPress sono rimaste, anche a fronte dell’evidente superiorità verso la concorrenza, prima per un imbattibile vantaggio sul prezzo, poi per questioni di velocità dell’applicazione e di semplicità di utilizzo. Era ed è la migliore soluzione per chi vuole farsi un blog sul proprio server in poco tempo. Inoltre WordPress non è solo open source, ma è anche free software. Free as in “free speech”, non come la birra a scrocco. Insomma, non è che uno si possa poi troppo lamentare.

Ma, e questo è un “ma” piuttosto importante, lavorare con WordPress a livello di codice è un vero e proprio incubo, almeno per me. Non sto parlando della versione µ, che purtroppo al momento appare inutilizzabile, ma del semplice WordPress per grandi e piccini, le cui interiora sono uno spaccato di Web developement che speravo fosse stato superato: tocchi una cosa e ne rompi dieci, ti ritrovi funzioni che non si capisce dove vengono definite e non sai dove modificare, etc.

Il problema di WordPress è che è vittima del suo stesso successo: un software in mano a milioni di persone, su milioni di server a portata di una ricerca su Google. Una manna per qualunque programmatore senza scrupoli e con intenzioni un po’ maliziose, e infatti, purtroppo le vulnerabilità su questo software (non) si sprecano.

Scrivo questo perché qui in Bunker siamo reduci da un’esperienza piuttosto sgradevole che coinvolge WordPress e i suoi vari plugin: se avete qualche installazione di WordPress, mi raccomando, assicuratevi che sia sempre aggiornata all’ultimissima versione, cascasse il mondo.

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