2008.02.18

Dove l’ho già visto?

Non ci volevo credere… Mi è appena arrivato un bel libro dedicato ai logo piú importanti: Logo di Michael Evamy. Un libro molto recensito e pubblicizzato da varie riviste e web-magazine di settore, ben realizzato e completo.

Ma, e qui viene la mia incredulità, a pagina 143 mi imbatto nel logo Tate Families, realizzato da Rose Design agenzia londinese.

families, versione Rose

È un plagio veramente palese! Herb Lubalin realizzò un logo identico nel 1980 per il Reader’s Digest! E anche nella remota ipotesi di un omaggio o di una citazione, è venuta veramente male, oltre che fuori luogo.

families, versione Lubalin

Quello che stupisce è anche il fatto che il committente, la Tate Gallery, è molto attenta alla propria corporate image. Accettare da un’agenzia un identità copiata è già grave, copiata da un precedente cosí famoso è al limite del ridicolo.

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