Nacqui dal fuoco come Fenice
volai per l’aria ma non mi perdetti
vagai per l’acqua, viaggiai per terra
e in tale errare ho conosciuto
ciò che spesso mi ha afflitto
e di rado mi ha dilettato.
L’ho posto in questo libro
perché il lettore, come io faccio ora,
si allontani dalla stoltezza
e viva quieto.
Il brand Simplicissimus Books trae il suo spunto in questa citazione dal frontespizio de L'Avventuroso Simplicissimus, romanzo popolare tedesco di Johann Jakob von Grimmelshausen del 1668. È dalla Fenice dunque, nella sua versione nimbata con l’aureola solare segno di vita e rinnovamento, che l’avventura editoriale di Antonio Tombolini trae i suoi auspici.
Dopo più di cinquecento anni dall’invenzione della stampa a caratteri mobili lo strumento libro rinasce in versione elettronica: non stravolto e snaturato ma rinvigorito e adatto alle esigenze del nostro tempo.
Bunker ha curato la definizione dell’immagine coordinata, la realizzazione del volume inaugurale Ebook Manifesto e delle prime copertine; il progetto è stato poi seguito in proprio dall’editore.
Il carattere che compone il logo Simplicissimus e le sue declinazioni è il Benton Sans di Cyrus Highsmith e Tobias Frere-Jones (1995), nella variante Condensed Book.
Il Benton è un redesign filologico per l’uso digitale del News Gothic, antico carattere di Morris Fuller Benton (da cui il nome); il carattere si contraddistingue per chiarezza e leggibilità, anche a dimensioni ridotte.
Per tutti gli altri usi, dalla modulistica, ai titoli dei libri, ai testi delle opere pubblicate, al sito web, è stato scelto il carattere Georgia (Matthew Carter, 1997), carattere graziato, comunemente disponibile tra i font dei sistemi operativi Windows e Mac.
Gli e-book pubblicati da Simplicissimus nel formato PDF sono ottimizzati per Iliad, dispositivo di iRex Technologies basato sulla tecnologia E-Ink, che imita l’aspetto di un normale foglio stampato.
Riproduzione al 100% di due pagine di un e-book.
Una leggibilità ottimale a schermo, anche uno ‘atipico’ come quello dell’Iliad, necessita di attenzioni diverse rispetto alla carta stampata.
Ancora una volta il carattere usato è il Georgia, progettato apposta per lo schermo. Rispetto alla giustezza il corpo è abbastanza grande: questo porta ad avere un basso numero di battute per riga, aiutando la leggibilità (l’occhio fatica meno a tenere il segno passando da una riga all’altra).
I margini sono piuttosto ampi: la cornice dello schermo dell’Iliad è molto alta e in condizioni di forte illuminazione (es. luce solare) tende a coprire il ‘bianco’ della pagina.
Le note sono poste a pié di pagina per essere immediatamente accessibili e, in caso ‘sforino’ nella pagina successiva, presentano un link per riprendere la lettura dal punto in cui la si era interrotta.