Una sfida complessa perché se sappiamo che le parole che utilizziamo costruiscono e modellano il mondo in cui viviamo, più profonda è una riflessione su come l’immagine, i caratteri tipografici, la struttura possano portare nuovi punti di vista eterogenei e insoliti.

Se il linguaggio inclusivo accoglie le differenze e le molteplicità e si basa su rispetto ed empatia abolendo stereotipi o bias cognitivi offensivi, la comunicazione inclusiva comprende elementi verbali e visivi. Nella realtà consiste nella capacità di far arrivare un messaggio a qualsiasi utente superando ogni tipo di diversità attraverso un’attenzione specifica ai metodi più appropriati per abbattere eventuali barriere architettoniche e barriere sensoriali.

Due sono stati i punti di partenza del progetto: il logo e la navigazione. Siamo partiti dal pensare che cosa non fosse incluso nella comunicazione che ogni giorno vediamo. Abbiamo circoscritto le diversità in sei macro-argomenti: genere, orientamento sessuale, età, disabilità, background etnici e raziali, aspetto fisico. Da questa riflessione ci siamo concentrati sul tema della internazionalità di queste discriminazioni. Essere una donna nera, disabile e lesbica o borghese e neuroatipica sono realtà molto differenti. I fattori da considerare si incrociano dal momento che le identità non sono stabili nel tempo e non solo possono mutare ma anche diminuire o aumentare. 

Abbiamo quindi rappresentato le diversità che si sarebbero volute affrontare dall’agenzia in modo dinamico attraverso la forma dell’asterisco. Le identità sono rappresentate da una linea che lo e si trasforma in esagono. Il movimento centripeto si trasforma in una chiusura che include. Siamo davanti a una società in forte trasformazione, popolata da persone con un background molto differente alle spalle, e specchiarsi in questo significa aumentare il proprio potere. Apertura e inclusione sono la base affinché questo avvenga.

Per poter rappresentare la molteplicità dei temi trattati dal blog, abbiamo invece optato per una soluzione che ricordasse la bandiera arcobaleno (conosciuta anche come “rainbow”) simbolo più usato dalla comunità LGBTQ+. In questo caso però l’obiettivo era cercare di rappresentare attraverso la diversità cromatica la ricchezza delle categorie utilizzate.

La composizione del sito, i colori e la presenza di testi alternativi per i sistemi di lettura sono pensati per fare in modo che la navigazione sia fatta per tuttə. Crediamo infatti che la comunicazione inclusiva sia una sfida da cogliere per interrompere la spirale di marginalizzazione subita da chi per sessismo, razzismo, abilissimo, ageismo e body shaming non ha avuto accesso alle stesse opportunità delle persone cisgender, eterosessuali, bianche e non disabili.