Bunker goes Bruxelles, soprattutto per piacere.

Bunker goes Bruxelles, soprattutto per piacere.

Ci siamo regalati un weekend a Bruxelles. Per trovare Audrey (Intimate),Tin Tin e l’azzurro magico dei cieli del nord.

Ci vediamo tutti i giorni. Condividiamo gli spazi, le scrivanie, innumerevoli chat su slack, pranzi al parco, al dopolavoro ferroviario, panini e caffè. Condividiamo riunioni, successi, insuccessi, drammi e felicità.

Di recente però abbiamo capito che stiamo bene insieme anche quando non lavoriamo, e che questa cosa ci piace molto. Per questo abbiamo deciso di prenderci qualche giorno ogni tanto (diciamo almeno una volta all’anno) per partire, scoprire cose nuove e divertirci.

Quest’anno abbiamo scelto Bruxelles. L’occasione l’ha data la possibilità di visitare la mostra Intimate Audrey dedicata alla vita privata della grande diva Audrey Hepburn, per la quale abbiamo realizzato il lettering e le grafiche.

Venerdì 7 giugno abbiamo abbandonato le nostre postazioni e ci siamo diretti verso l’aeroporto di Bologna G. Marconi, dove un volo Ryanair ci ha portato nella terra di Tin Tin e del cioccolato.

Le ragazze, si sa, sono le più organizzate. Le nostre team manager Lia e Margherita hanno preparato un programma dettagliatissimo che prevedeva cene, degustazioni a base di luppolo fermentato, pain au chocolat e passeggiate rigeneranti.

Questo è un estratto della prima sera, quando abbiamo avuto la conferma che le ragazze sono competitive, soprattutto se si tratta di costine arrosto.

Sabato mattina, invece, siamo stati ospiti di Sean Hepburn all’Espace Vanderborght. Accolti da Olivia e dallo staff abbiamo visitato Intimate Audrey, dove siamo rimasti incantati a osservare l’incredibile patrimonio di fotografie, oggetti e ricordi della vita privata di Audrey Hepburn. Un’esperienza che ci ha fatto emozionare un po’, in particolare alla vista del gigantesco lettering sulla facciata, in una delle strade più trafficate del centro città.

Abbiamo passato il weekend a esplorare una città che non conoscevamo e che ci ha incantato. Ogni mattone di questa città racconta una storia di passaggi, vite vissute e diversità. Bruxelles è il giusto centro di quell’Europa che ci piace, dove nella molteplicità di stimoli e differenze ritrovi sempre un po’ di te stesso.

Perché vi abbiamo raccontato questo nostro viaggio? Perché nel nostro lavoro, in tutto quello che facciamo, c’è una parte di noi. Come persone, singoli e gruppo. Perché dietro le email, le telefonate e le riunioni c’è Bunker. E Bunker è anche questo.

All work and no play makes Jack a dull boy