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Bunker goes to New York-er

Bunker goes to New York-er
Cliente

Cosa succede quando la nostra passione per l’illustrazione e il book design incontra Lorenzo Mattotti. E insieme volano a New York.


Settore

Editoria

Attività

Disegnare una copertina per il New Yorker significa entrare nel club dei migliori illustratori al mondo. Lorenzo Mattotti, tra il ’93 e il 2014, ne ha realizzate 32. Progettare un volume che le raccolga tutte, bozzetti compresi, ci ha dato l’opportunità di mettere alla prova la nostra attenzione per i particolari, l’illustrazione e la buona tipografia. Per questo quando Melania Gazzotti e l’editore Logos ci hanno proposto di occuparci del volume Mattotti. Covers for the New Yorker, ci è sembrato un po’ come mettere piede a Manhattan.

Stavo pensando a un formato che valorizzasse le tavole di Lorenzo. Poi ho preso una copia del New Yorker e ho capito tutto. Il formato perfetto lo avevo tra le mani. — Francesco Ceccarelli

Un’immensa mole di materiale che racconta la Grande Mela (e il mondo) in 32 copertine. Gli schizzi preparatori, gli originali, e tutto quello che avreste sempre voluto sapere sui vent’anni di collaborazione tra Lorenzo Mattotti e il New Yorker, in un unico volume.

Nel ’93 non c’era internet, ma si dovevano comunque rispettare i tempi di stampa. Così ho spedito una delle illustrazioni col Concorde. Solo quella però, io sono rimasto a casa. — Lorenzo Mattotti

Insieme a Melania Gazzotti e a Lorenzo Mattotti, abbiamo montato e smontato, osservato, ridisegnato, progettato, scritto e riscritto, abbiamo fatto delle – lunghissime – telefonate, abbiamo lottato contro il tempo (anche se la maratona l’avevamo già corsa a novembre), ci siamo fidati e affidati l’uno all’altro, abbiamo riso, abbiamo fatto squadra, non abbiamo mai smesso di cercare. E alla fine siamo volati a New York. E ci siamo divertiti moltissimo. E non vediamo l’ora di tornare.

Il volume è stato presentato il 6 febbraio 2018 in occasione dell'inaugurazione della mostra Lorenzo Mattotti. Covers for The New Yorker all'Istituto Italiano di Cultura di New York. Ne hanno parlato anche il New Yorker, Art Tribune, Simone Sbarbati su Frizzi Frizzi e Illustratore italiano.