Quando parliamo dei maestri di Bunker, delle menti a cui ci ispiriamo da sempre, Bob Noorda è tra i primi. Ragionava e faceva riflettere tutti sul concetto di design come progettazione funzionale. 

Olandese naturalizzato italiano, ha portato la grafica moderna, l’immagine coordinata e la cura del visual nelle aziende e pubblicità italiane e nel mondo industriale in pieno fermento degli anni ‘60 e ‘70. La segnaletica delle metro di Milano e di New York, i loghi di Touring Club, Mondadori, Feltrinelli, Agip e Coop ne sono un esempio. 

Abbiamo voluto omaggiare il maestro curando un’edizione rivista e aggiornata dell’unico volume che è ancora l'unica grande testimonianza del suo pensiero. Un lungo e appassionato dialogo con il visual designer Francesco Dondina, attraverso il racconto dei suoi lavori più significativi. La prima pubblicazione del 2009 era ormai introvabile, abbiamo così pensato di proporre una ristampa per restituire al mondo del visual design questa figura leggendaria.

Per la nuova edizione di Bob Noorda. Una vita nel segno della grafica, targata Lazy Dog, abbiamo preservato l’integrità del testo originale, aggiunto un prezioso contributo di Massimo Vignelli e ripensato l’apparato iconografico, arricchito da nuove immagini dei progetti di Noorda, alcune delle quali inedite.

Abbiamo inserito più progetti rispetto alla prima pubblicazione e le fotografie dei lavori non sono più in bianco e nero, ma a colori originali. Il book design del libro è snello e fruibile, la lettura del saggio si alterna alle immagini racchiuse in sedicesimi a colori. 

Il cover design è una dichiarazione d'amore per Bob Noorda. I caratteri utilizzati sono Futura Bold, carattere razionalista per eccellenza, ricorrente nei contenuti grafici degli anni Cinquanta e Sessanta e ancora molto usato; e Miller, graziato dalle forme classiche, disegno moderno e spirito senza tempo. Ci siamo divertiti nel dare forma al nome del maestro: Noorda con 21 o. L’idea ricorda gli occhi stupiti di chi lo ha conosciuto, meravigliati dall’incredibile creatività. Un’iperbole, ma non così tanto lontana dalla realtà.